Il caso dei “Cornell 7”, sette studenti accusati di violenza sessuale in una delle più prestigiose università americane, ha riacceso i riflettori sul lato oscuro delle confraternite studentesche, quello fatto di abusi, omertà e solidarietà maschile, e di una cultura che troppo spesso antepone la fedeltà al gruppo al rispetto delle donne. La vicenda solleva però anche una questione ancora più profonda: il consenso basta a distinguere ciò che è giusto da ciò che è sbagliato? Oltre le responsabilità penali, emerge l'urgenza di recuperare un'etica delle relazioni fondata sul rispetto, sulla responsabilità individuale e sul coraggio di intervenire