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Una laurea honoris causa molto sensata, per una volta

un momento del conferimento della laurea honoris causa a parisi

Dall’acqua che bolle all’intelligenza artificiale, passando per il funzionamento del cervello: la fisica dei sistemi complessi studia fenomeni in cui il tutto è molto più della somma delle parti. Ed è proprio in questo campo che Giorgio Parisi, premio Nobel per la fisica nel 2021, ha dato alcuni dei suoi contributi più importanti. Il 14 ottobre, a Torino, le Università di Torino e del Piemonte Orientale gli hanno conferito una laurea honoris causa. Durante la sua lectio magistralis, Parisi ha ripercorso le sfide della complessità, soffermandosi sulle opportunità dell’intelligenza artificiale e sulla necessità di regolamentarla.

Nell'immagine di copertina: Giorgio Parisi, premio Nobel per la fisica nel 2021, alla proclamazione della sua laurea honoris causa in Fisica dei sistemi complessi. A sinistra il Rettore dell’Università del Piemonte Orientale, Menico Rizzi, a destra la Rettrice dell’Università di Torino, Cristina Prandi. Foto di Lorenzo Manunza.

Tempo di lettura: 4 mins

Quando viene data una laurea honoris causa, c’è sempre chi polemizza sulle ragioni del conferimento, attribuendole più a un’astuta scelta pubblicitaria che all’effettivo merito del laureato. Per questo motivo molti criticarono le lauree a Valentino Rossi e Federica Pellegrini, mentre altri lodarono papa Francesco quando rifiutò quella in Medicina; ma, qualunque cosa si pensi delle lauree ad honorem, ce n’è almeno una che è stata più che meritata.

Nella mattina di mercoledì 14 ottobre, centinaia di studenti e professori in toga hanno riempito l’auditorium del complesso Aldo Moro, a Torino, per assistere al conferimento della laurea honoris causa in Fisica dei sistemi complessi a Giorgio Parisi, professore emerito della Sapienza di Roma e premio Nobel per la fisica nel 2021. La laurea è stata conferita congiuntamente dall’Università di Torino e dall’Università del Piemonte Orientale e la declamazione della pergamena del conferimento è avvenuta in latino.

Dall’acqua che bolle all’intelligenza artificiale

I sistemi complessi sono un campo di studio estremamente recente, tanto che in Italia non esisteva nessun corso di laurea in Fisica dei sistemi complessi sino al 2009, quando è stato creato a Torino. I sistemi complessi sono tutti quei sistemi che, pur essendo formati da moltissimi elementi, non si comportano come la semplice somma delle parti: alcuni esempi sono i fluidi (formati da miliardi di molecole), le proteine (formati da tanti amminoacidi), i mercati finanziari (formati da persone) e il cervello umano (formato da neuroni). Nella sua lectio magistralis, intitolata “Complessità: dall’acqua che bolle all’intelligenza artificiale”, Parisi spiega che «un sistema complesso è un sistema capace di mostrare molti comportamenti diversi senza perdere la propria identità. Un animale, quasi per definizione, è un sistema complesso», ma «complesso non vuol dire complicato: un aereo è complicato, ma fa una cosa sola: volare».

Parisi aveva già ricevuto diverse lauree honoris causa in passato (tra cui una in filosofia), ma in questo caso il conferimento era molto più di una formalità per premiare ulteriormente un grande scienziato. I contributi di Parisi sono numerosi, vanno dall’equazione DGLAP della cromodinamica quantistica (la P dell’acronimo sta per “Parisi”) al supercomputer APE; ma quelli «più spettacolari», come li definisce il proponente della laurea, il professor Michele Caselle, sono proprio quelli nel campo dei sistemi complessi. Parisi «è il punto di riferimento assoluto se parli di sistemi complessi,» ci ha detto Caselle, «lui è il padre dei sistemi complessi.» 

Gli studi più famosi di Parisi in questo campo sono quelli degli anni Ottanta, in particolare quelli sui vetri di spin; però a essere rilevanti non sono soltanto le scoperte in sé – lo stesso Parisi durante la lectio magistralis ha affermato che al tempo non riteneva troppo importanti i suoi vetri di spin – ma il metodo usato, che ha trovato poi applicazione in tantissimi campi diversi. «I suoi contributi sono ciò che ha ispirato per quarant’anni la ricerca in questo contesto», dice Caselle, «e la comunità internazionale li ha pienamente riconosciuti»: oltre al Nobel, Parisi ha vinto, sempre nel 2021, il premio Wolf per la fisica (di solito considerato il premio scientifico più importante al mondo dopo il Nobel) e decine di altri premi.

È stata molto citata durante la proclamazione l’intelligenza artificiale, su cui verteva anche buona parte della lectio magistralis. Parisi ha citato John Hopfield e Geoffrey Hinton (premi Nobel per la fisica nel 2024 per le loro scoperte sul machine learning) e ha detto che l’applicazione più importante dei suoi vetri di spin è stata sicuramente quella sui neuroni, ovvero un altro esempio di oggetti relativamente semplici che messi assieme sono molto più della somma delle parti: cervelli in biologia, reti neurali in informatica.

Anche se ormai si chiede un parere un po’ a tutti – ma in questo caso era particolarmente azzeccato – sull’intelligenza artificiale, Parisi ci ha detto che la vede come «un’opportunità, però le opportunità devono essere colte. Se lasciamo tutto alla sola mano invisibile del mercato le cose non possono andare nella direzione giusta. Quello che è fondamentale è che i poteri pubblici e lo Stato regolino la situazione. La necessità di regolare è sempre stata fondamentale nella storia dell’umanità: immaginiamoci le automobili senza codice della strada», e ha aggiunto ridendo: «Sarebbe un caos completo. Uno ha un oggetto nuovo? Deve essere regolato. Se non viene fatto, cosa che è la posizione dell’attuale Presidente degli Stati Uniti, le cose poi vanno male».

Tornando alla laurea

Quando lo abbiamo intervistato, Parisi si è detto «molto contento [per il conferimento della laurea]. Anche perché le due università di Torino e del Piemonte Orientale hanno, in maniera visionaria, ma visionaria in senso buono, cominciato già da un bel po’ di anni, diciassette anni fa, questo corso di laurea in Fisica dei sistemi complessi, che ritengo sia qualcosa di assolutamente interessante e promettente per il futuro e per il presente».
 


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