Marzo 1954, Isole Marshall, Oceano Pacifico, Yoshio Misaki su una tonnara giapponese assiste a uno strano spettacolo: un sole che sorge
a ovest. Ma non si tratta di un sole ma della luce prodotta dall’esplosione nucleare di un test americano effettuato in prossimità
dell’atollo Bikini a 85 miglia a ovest della tonnara. La nube radioattiva raggiunge la tonnara e il vicino atollo di Rongelap. E nessun civile è stato avvertito. Che conseguenze avrà questo drammatico episodio sul rapporto tra scienza e società?
Atollo di Bikini, la cicatrice della bomba atomica
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Bambini, adolescenti e schermi digitali: un rapporto da ripensare

Pediatri e comunità scientifica chiedono da anni di limitare l'esposizione dei più piccoli agli schermi, ma i dati italiani indicano la direzione opposta. Un bambino su tre usa schermi già prima dei sei mesi, e lo smartphone arriva in media a sette anni. Uno studio dell'ISTC-CNR, che ha ascoltato anche i bambini, mostra che il telefono sta cambiando il modo in cui si concede e si vive l'autonomia. Tra gli adolescenti crescono iperconnessione, solitudine e cyberbullismo. Il Bugiardino Digitale e i Patti Digitali propongono un'alternativa ai divieti calati dall'alto: regole condivise tra famiglie, scuola e territorio, perché si tratta di una questione di salute sociale. Foto di Kelly Sikkema su Unsplash
Negli ultimi anni, il mondo medico internazionale, in particolare la comunità pediatrica, sta lanciando un allarme sempre più pressante ai governi: è urgente porre dei limiti all’uso delle tecnologie digitali e all’esposizione precoce agli schermi fin dalla prima infanzia. Permettere a bambini così piccoli di interagire precocemente con dispositivi digitali rischia infatti di impattare negativamente sul loro sviluppo psicofisico.