Il terremoto porta con sé molti problemi. Fra questi, la distruzione delle scuole e dei suoi equipaggiamenti. Per dare una mano alla popolazione abruzzese, la Fondazione IBM Italia ha lanciato il progetto Kidsamrt. In base
a un accordo siglato dall'Ufficio Scolastico Regionale per l'Abruzzo e
dalla Fondazione IBM Italia, verranno infatti donate 131postazioni
multimediali alle scuole abruzzesi, a 131 sezioni di
scuola dell'infanzia situate nei 49 comuni che rientrano nel cratere di
sisma. Il progetto prevede inoltre un intervento di formazione rivolto
ad un gruppo di insegnanti (un rappresentante per plesso), che faranno
poi da tutor per gli altri insegnanti delle scuole interessate.
Il percorso formativo destinato ai docenti ha un duplice
obiettivo. Il primo è quello di re-infrastrutturare da un punto di
vista tecnologico le scuole dell'infanzia attraverso un
supporto/accompagnamento all'integrazione del computer nella didattica;
il secondo, più rilevante, è quello di fornire strumenti e risorse
per l'elaborazione degli episodi traumatici e per la gestione della
situazione di crisi post-terremoto nel favorire la riduzione degli
effetti dei traumi nei bambini che si verificano a seguito di eventi
catastrofici.
Kid smart per l'Abruzzo
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Bambini, adolescenti e schermi digitali: un rapporto da ripensare

Pediatri e comunità scientifica chiedono da anni di limitare l'esposizione dei più piccoli agli schermi, ma i dati italiani indicano la direzione opposta. Un bambino su tre usa schermi già prima dei sei mesi, e lo smartphone arriva in media a sette anni. Uno studio dell'ISTC-CNR, che ha ascoltato anche i bambini, mostra che il telefono sta cambiando il modo in cui si concede e si vive l'autonomia. Tra gli adolescenti crescono iperconnessione, solitudine e cyberbullismo. Il Bugiardino Digitale e i Patti Digitali propongono un'alternativa ai divieti calati dall'alto: regole condivise tra famiglie, scuola e territorio, perché si tratta di una questione di salute sociale. Foto di Kelly Sikkema su Unsplash
Negli ultimi anni, il mondo medico internazionale, in particolare la comunità pediatrica, sta lanciando un allarme sempre più pressante ai governi: è urgente porre dei limiti all’uso delle tecnologie digitali e all’esposizione precoce agli schermi fin dalla prima infanzia. Permettere a bambini così piccoli di interagire precocemente con dispositivi digitali rischia infatti di impattare negativamente sul loro sviluppo psicofisico.